I DIFETTI DI VISTA

 

Il sistema ottico dell’occhio umano si compone di tre strutture principali: la cornea, la pupilla ed il cristallino. La cornea è il primo e più importante diottro oculare (cioè una superficie di contatto che separa due mezzi ottici diversamente rifrangenti, trasparenti e con diverso indice di refrazione). Lo sfintere pupillare, attraverso la variazione del suo diametro determina la quantità di luce che entra nell’occhio. Il cristallino, è una lente situata tra l’iride e la retina.

La caratteristica principale è quella di poter modificare rapidamente il suo potere consentendo la messa a fuoco degli oggetti lontani e vicini; tale processo è definito “accomodazione”. Questa capacità diminuisce progressivamente dopo i quarantanni a causa del fisiologico processo d’irrigidimento del cristallino con l'avanzare dell'età, portando alla comparsa della “presbiopia”, caratterizzata dalla difficoltà di messa a fuoco degli oggetti vicini (es. leggere il giornale).

Nell'occhio privo di difetti di vista, o emmetrope, i raggi luminosi vanno a fuoco direttamente sulla retina, permettendo una visione nitida. I difetti di refrazione sono delle condizioni in cui i raggi luminosi, entrando nell'occhio, non sono messi perfettamente a fuoco sulla retina, dando luogo così, a immagini sfocate; i più comuni difetti visivi sono rappresentati dalla miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo.

Nell’occhio miope i raggi luminosi vanno a fuoco davanti alla retina (Figura 1); ciò può essere dovuto, nella maggior parte dei casi, ad una maggiore lunghezza dell'occhio (miopia assiale), mentre, meno frequentemente, può essere conseguenza di una curvatura corneale superiore alla norma o di un aumento dell'indice di rifrazione del cristallino (miopia d'indice). In questi casi i raggi luminosi provenienti dagli oggetti lontani sono messi a fuoco davanti alla retina, formando un’immagine sfocata per cui gli oggetti distanti appaiono tanto più sfocati e annebbiati quanto maggiore è l’entità del difetto. La correzione della miopia è possibile con l'impiego di lenti sferiche concave (negative) che, sfruttando il fenomeno della divergenza dei raggi luminosi, permettono la messa a fuoco delle immagini a livello della retina.

 

 

Figura 1: Rappresentazione schematica della miopia; il fuoco dei raggi è situato al davanti della retina. Lenti correttive concave (negative) diminuiscono la vergenza dei raggi portando il fuoco sulla retina

 

Nell'occhio ipermetrope, ad accomodazione rilasciata, i raggi luminosi vanno a fuoco dietro la retina (Figura 2); ciò è causato, nella maggior parte dei casi, ad una minore lunghezza dell'occhio o ad curvatura corneale inferiore alla norma oppure a causa della variazione dell'indice di rifrazione del cristallino. Tutto ciò comporta che i raggi luminosi provenienti dagli oggetti lontani siano messi a fuoco dietro alla retina. Tale difetto consente di vedere bene gli oggetti posti a distanza mentre rende difficoltosa la visione di quelli vicini.

Per focalizzare i raggi luminosi sulla retina è necessario aumentare il potere diottrico del cristallino mediante il ricorso all’accomodazione o impiegando lenti sferiche convesse (positive) che, sfruttando il fenomeno della convergenza dei raggi luminosi, permettono la messa a fuoco delle immagini a livello della retina. In certi casi, il continuo sforzo accomodativo, se da una parte permette la messa a fuoco delle immagini a livello della retina, può però essere responsabile di disturbi definiti "astenopeici", tra i quali dolenzia bulbare, facile affaticamento nel lavoro ravvicinato, iperemia congiuntivale e mal di testa.

 

Figura 2: Rappresentazione schematica dell'ipermetropia; il fuoco dei raggi è situato dietro la retina. Lenti correttive convesse (positive) aumentano la vergenza dei raggi portando il fuoco sulla retina. 

 

L’astigmatismo è una condizione ottica causata da una peculiare conformazione della cornea, che appare con aspetto ovalare anziché sferico. A causa di ciò si ha una visione distorta degli oggetti a tutte le distanze poiché i raggi luminosi, invece di andare a cadere, a livello foveale, su un unico punto focale, si disperdono su due linee focali disposte ad angolo retto, un’anteriore ed una posteriore. Si associa ai difetti sferici principali e può essere miopico, ipermetropico o misto (a seconda della posizione delle die linee focali).
 

CORREZIONE DIFETTI VISTA

 

Gli strumenti di correzione dei difetti di vista sono rappresentati dagli occhiali (o lenti a tempiale), dalle lenti a contatto (LAC) e dalla chirurgia refrattiva.

La correzione dei difetti visivi lievi avviene nella maggior parte dei casi attraverso gli occhiali, poiché sono strumenti versatili, pratici ed economici; la loro efficacia e praticità, tuttavia, diminuisce con l’aumentare del difetto refrattivo, poiché le aberrazioni prismatiche e ottiche indotte da lenti di elevato spessore penalizzano la qualità visiva del paziente.

Le lenti a contatto risolvono molti problemi posti dagli occhiali soprattutto nelle miopie elevate. Esse, infatti, non modificano l’aspetto estetico, ampliano il campo visivo e lasciano maggior libertà di azione, ad esempio nelle attività sportive. Non tutti riescono a tollerarle per tutta la giornata; esse richiedono una manutenzione scrupolosa e controlli periodici per ridurre il rischio d’infezioni e di altre complicanze anche serie. Attualmente ne esistono diverse tipologie a seconda del materiale impiegato per la loro costruzione (morbide, semi-rigide, rigide, ibride) e anche della loro durata. Le lenti a contatto, se usate a lungo, possono provocare disturbi nel sistema lacrimale dando luogo a secchezza oculare o complicanze della superficie.

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