FAQ

CHIRURGIA REFRATTIVA

 

Cosa s’intende per Chirurgia refrattiva?

 

La chirurgia refrattiva è l’insieme delle tecniche utilizzate al fine di correggere i difetti di vista, quali miopia, astigmatismo e ipermetropia. La tecnica più impiegata prevede l’impiego di un laser ad eccimeri che rimodella la cornea attraverso ablazioni molto precise (precisione nell’ordine di micron).

Ulteriori tecniche di chirurgia refrattiva sono rappresentate dall’impianto di lenti intraoculari, cosiddette “fachiche”, adottate per la correzione di difetti elevati in cui la chirurgia laser convenzionale è controindicata.

 

 

Tutti i difetti della vista possono essere corretti mediante laser?

 

La chirurgia refrattiva consente di correggere la miopia, l'ipermetropia, l'astigmatismo. Tuttavia, i pazienti prima dell'intervento dovranno essere sottoposti a una serie di esami diagnostici al fine di escludere anomalie di forma della cornea o spessori corneali ridotti che non consentano l’eliminazione completa del vizio di refrazione.

 

 

A quale età può essere eseguita l'operazione?

 

In generale si considerano candidati a tale procedura pazienti che abbiano più di 20 anni, tranne rare eccezioni in cui è possibile intervenire anche prima. Tuttavia, la condizione necessaria è che il difetto di vista sia stabile da almeno 6 mesi, per evitare che aumenti della miopia successivi al trattamento richiedano una nuova procedura per la loro correzione.



 

 

L'intervento è doloroso?

 

L'intervento è eseguito in anestesia locale attraverso l'instillazione di colliri anestetici ed assolutamente indolore; i primi fastidi (bruciore, lacrimazione, fotofobia) compaiono a distanza di circa 1-2 ore dall’intervento.

 

 

Dopo l'intervento sarà possibile togliere definitivamente gli occhiali?

 

L'obiettivo della chirurgia con il laser ad eccimeri è di eliminare completamente la dipendenza dagli occhiali o dalle lenti a contatto. Alcuni pazienti che presentano difetti di vista elevati potranno correggerli solo parzialmente e avere bisogno di un occhiale soltanto per alcune particolari situazioni, come la guida notturna. Contrariamente, tutti i pazienti che hanno superato i 40 anni d'età, sebbene possano eliminare completamente gli occhiali per la visione da lontano, avranno bisogno di una correzione per la lettura da vicino.

 

 

In caso di necessità, è possibile rimettere le lenti a contatto dopo l'intervento?

 

Qualora fosse necessario, è possibile tornare all’applicazione delle lenti a contatto; in alcuni casi tuttavia le lenti morbide possono essere poco tollerate e la correzione viene eseguita con lenti semirigide.

 

 

Quanto dura l'intervento?

 

Il tempo effettivo in cui il laser agisce sulla cornea è molto breve e può variare in funzione dell’entità del difetto di vista; in genere è compreso tra i 20 secondi e 2-3 minuti. Tuttavia, se si considerano anche i tempi necessari alla preparazione del paziente e dell’occhio (l'anestesia, rimozione epitelio, etc.) il tempo complessivo è di circa 5-6 minuti a occhio.

 

 

E’ possibile re-intervenire in caso di residuo del difetto di vista?

 

La maggioranza dei pazienti non ha bisogno d'ulteriori interventi dopo una PRK o una LASIK. In caso di imperfezioni dopo un primo intervento, è possibile ripetere la procedura non prima di 3 mesi per una LASIK, o 6-9 mesi per una PRK.

 

 

Questo tipo di chirurgia è compatibile con tutti i bandi di concorso?

 

La maggior parte dei bandi non crea limitazioni in merito. Ci sono dei bandi di concorso, i quali specificano la non idoneità del candidato se è stato sottoposto a LASIK o PRK (alcuni bandi delle forze dell'ordine).

 

 

Quali attività posso svolgere dopo il trattamento?

 

A distanza di una settimana dopo una procedura di PRK è possibile ritornare a svolgere le comuni occupazioni e le attività sportive praticate in precedenza senza nessuna restrizione.

E' tuttavia utile evitare ambienti molto assolati, fumosi o polverosi, proteggendo gli occhi qualche giorno con occhiali da sole e instillando colliri al bisogno.

 

 

Esiste un limite per la correzione con il laser?

 

Non esiste un limite assoluto ma relativo alla situazione anatomica di ogni paziente. Tale limite è funzione del difetto di vista, del diametro pupillare, della curvatura e dello spessore corneale. Gli accertamenti preoperatori stabiliscono i margini di correzione determinando la possibilità di eliminare completamente il difetto di vista.

 

 

Che cosa aspettarsi come decorso post-operatorio?

 

Dopo un intervento di superficie (PRK o Lasek) si ha un paio di giorni fastidio con possibilità di un dolore, bruciore e lacrimazione. L’occhio non è bendato ma si applica una lente a contatto terapeutica che è lasciata per circa 4-5 giorni.

Durante questo periodo non si ha una visione limpida ma la situazione migliora appena si rimuove la lente a contatto.

Nel giro di 8-10 giorni si ha un recupero visivo dell’80%, mentre il restante 20% è raggiunto nell’arco di 2-4 mesi.

Nella prima settimana il paziente deve instillare colliri antibiotici ed antinfiammatori; in seguito saranno prescritte delle lacrime artificiali per circa 3-6 mesi.

 

 

CATARATTA

 

Quali sono i rischi di questo intervento?

 

I rischi principali sono gli stessi di qualsiasi intervento chirurgico e sono rappresentati dalle infezioni e infiammazioni; in alcuni casi è possibile che si manifestino complicanze retiniche come l’edema maculare soprattutto in pazienti diabetici. Pazienti con miopia elevata possono presentare un rischio di maculopatia o distacco di retina maggiore rispetto a pazienti emmetropi.

 

 

Quando è necessario rimuovere la cataratta?

 

L’intervento di estrazione di cataratta si è molto evoluto nel corso degli ultimi anni, essendo ora poco invasivo e garantendo tempi di recupero molto rapidi. Pertanto, a differenza di quando accadeva in precedenza, non si attende che l’opacità sia completa ma si cerca di intervenire in presenza di difficoltà visiva avvertita dal paziente, in termini di calo del visus, fotofobia e discromatopsia. In genere stadi molto evoluti della cataratta comportano interventi più lunghi e complessi poiché il cristallino diventa molto duro e difficile da frammentare.

 

 

Una volta operato, le cataratte possono comparire nuovamente?

 

In un 10-20% dei casi a distanza di mesi o anni dall’intervento di cataratta si può assistere a un nuovo calo del visus simile a quello che i pazienti notavano in presenza della cataratta.

Tale opacità definita “cataratta secondaria” è legata alla perdita di trasparenza della capsula del cristallino su cui s’impianta la lente artificiale. Il problema si risolve agevolmente con un’applicazione mediante laser YAG eseguibile in ambulatorio senza la necessità di ritornare in sala operatoria. Una volta eseguita tale “pulitura” tale opacità non si riforma più.

 

 

OFTALMOLOGIA PEDIATRICA

 

Quando fare la prima visita oculistica?

 

La prima visita oculistica è sempre effettuata alla nascita di tutti i bambini prematuri ed a tutti i bambini neonati considerati a rischio di malattie che sono geneticamente trasmesse. In genere è corretto eseguire una visita intorno al secondo/terzo anno di vita, o comunque prima dell’inizio della scuola. In alcune condizioni sospette o anomale (strabismo congenito, leucocoria, buftalmo, ecc.) il controllo deve essere immediato.



 

 

Che cos'è l'occhio pigro?

 

L'ambliopia, o “occhio pigro” è una condizione di alterato sviluppo del sistema visivo che si manifesta nei primi anni di vita. Le principali cause di ambliopia sono l’anisometropia (ossia la differenza di difetto di vista tra i due occhi), lo strabismo e la cataratta congenita. L'effetto principale è un deficit dell'acutezza visiva, si considera ambliope un occhio che abbia almeno una differenza di 2/10 rispetto all'altro. L’ambliopia è in genere molto difficile da evidenziare da parte del genitore, poiché il bambino non manifesta alcuna difficoltà nell’ambiente, in quanto l’occhio controlaterale (perfettamente sano) compensa il deficit visivo dell’occhio affetto.

 

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